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Mario Signori è nato ad Albino (Bergamo) nel 1929. All'età di sette anni raggiunge i genitori in Francia e trascorre 1'infanzia a Belfort. Nel 1942, dopo la morte della madre, rientra ad Albino con il padre Fermo. Negli anni 19461951 frequenta 1Accademia Carrara sotto la guida di Achille Funi. Nel 1952 vince il primo premio al concorso nazionale di pittura "Premio Melzo"; lo conseguirà anche 1'anno successivo per le acqueforti.
Fin dal 1948 sono frequenti i suoi contatti con Venezia e Burano dove conosce i celebri pittori maestri di quella scuola; in particolare stringe rapporti di amicizia con Vellani Marchi, Semeghini e Consadori. Con Saverio Barbaro nel 1952 è a Parigi e quindi in Bretagna a Dovarnenez.
È in quell'estremo limite della Francia occidentale che fu il luogo prediletto di Gauguin, Emil Bernaro, V1aminck e Gino Rossi che Mario Signori consoliderà la sua pittura.

Mario Signori vive e lavora a Zandobbio (Bergamo) in Via C. Battisti n. 34 tel. 035941044.
 


MARIO SIGNORI: il trionfo del colore e dell'arte pittorica.

"Mario Signori è un pittore che ha molte cose da dire e le sa dire con perentoria franchezza pittorica" (Marco Valsecchi, 1963). Mario Signori ha conservato quella connotazione che in America lo definirebbe: "picture maker", un creatore di quadri. Egli raffigura nelle tele un microcosmo di immagini naturalistiche e un macrocosmo, come se l'artista entrasse nel dipinto e ne ampliasse le sostanze cromatiche e plastiche. Nei piccoli formati esse assumono un'espansione interna del segnocolore e della materia. L'artista precisa che i soggetti rappresentati sono pretestuali alla costruzione semantica dell'immagine. La natura, nei paesaggi come Burano, Parigi, la Bretagna o la Laguna veneta, vi è espressa per "sintesi", che Signori propone allo sguardo come soluzione archetipa e significativa dell'evento creativo. Il ductus si traduce "d'après nature" in azione pittorica costruttiva di nuove soluzioni immaginative del reale. Ma, come si denotava sopra, le sue incursioni nel paesaggio rompono il diaframma tra figurazione e astrazione, come avviene per i grandi maestri della pittura, cito per tutti Nicolas de Stael, sulla base di un inequivocabile rigore stilistico. Le tematiche astratte, caratterizzate da fondi neri e guizzanti spatolate di colore puro, sono prodotte negli anni sessanta in pieno clima informale, all'epoca dei frequenti viaggi a Parigi e della fruttuosa collaborazione con le Gallerie di Bruno Lorenzelli a Bergamo e Milano, dove ebbero luogo le Mostre personali che lo imposero all'attenzione della critica.
La pittura evoca con estrema libertà un primo piano di vivaci inflorescenze su uno sfondo di azzurre acque e bianco cielo. Anche in numerosi dipinti di "Burano" 19982000 sono ben riconoscibili strutture paesistiche a "cloison". La pittura è qui meno densa e indulge, pur con le abituali spatolate di colore vivo, in morbide "taches" e bianche commistioni sostenute da un disegno "al nero" sobrio e icastico.
Sull'opera grafica di Signori andrebbe aperto un capitolo a parte poiché già alla Scuola di Pittura della Carrara, con Achille Funi, si era evidenziata nelle acqueforti (Inferno, 1948: una saga di umane e diaboliche nudità) e nei dipinti la grande maestria nell'impianto compositivo.
Così le profetiche anticipazioni dei "bianco e nero di china" del 19621964, assecondati il taglio del foglio, costituiscono un momento magico e fondamentale per gli sviluppi dell'intero percorso artistico. Ma va pure ribadito che l'astrazione è assai presente anche nelle celebrazioni pittoriche del naturale, qualità evidenziate ancor più nei grandi "Paesaggi" lagunari e buranesi e nelle ariose "Bretagne".
Sono questi i luoghi prediletti da Signori, già frequentati, quelli veneti, da artisti come Guidi, Consadori, Semeghini, Vellani e Marchi, quelli bretoni prediletti da Gauguin e dai Fauves. Due dipinti gemelli di "Fiori" sono pretesto per una qualitativamente alta esaltazione dei rossi fuoco, dei gialli acidi, dei blu e verdi teneri e di bianchi screziati. In questi più recenti trionfi del colore, in assenza della dominante in nero, tratto che è invece costantemente presente nel repertorio astratto: nei dipinti che fanno pendant del 1999-2000, composizioni astratte a fasce gestuali oppure a placche irregolari, quasi piastrelle musive venete, la polifonia dei timbri cromatici assurge a picchi di elevata musicalità.
II pittore affida al quadro tutte le proprie pulsioni sensoriali ed emozionali, tracce e frammenti della sua indole vocazionale ed esistenziale.
Bisogna ricondurci al passato per ritrovare nella storia dell'arte un equivalente di questa fantasmagoria del colore, e precisamente nel "Grande mazzo di fiori" (1607) di Jan Bruegel il Vecchio del Museum di Vienna. L'eco dei "codici forti" del naturalismo astratto nordico, sia esso storico o più vicino a noi, il Gruppo Cobra ed altre tendenze contemporanee di Scuola francese (Ecole de Paris) conferiscono elementi di cultura e di appartenenza a un'area internazionale o quanto meno europea a un'artista tra i più dotati e originali dell'arte a Bergamo.

Bruno Talpo
 


GALLERIA LORENZELL1 Maggio 1963

Le opere dipinte da Signori prima di questa mostra le ho conosciute direi retrospettivamente, quando volli sapere da che punto partì il giovane pittore. L'accento più vivo e personale è il colore: vivo, schietto, acceso sui vertici dei timbri più sonori, e tuttavia non sgargiante, non stridente, tenuto sempre a bada dal tralignare in dissonanze crude da un controllo assiduo di rapporti cromatici e dalla rilegatura buia, minerale di un ambiente di fondo quasi nero.
Mutate le immagini, la situazione è rimasta pressoché la stessa a testimoniare una coerenza che è senz'altro cresciuta di consapevolezza, ma che si palesa spontanea e sincera fin dalle sue origini. Naturalmente è avvenuta una maturazione, nel senso che da una frase d'istinto l'artista ha preso coscienza non solo di un valore cromatico della tavolozza, quanto delle possibilità creative insite nel colore stesso, che non è soltanto un mezzo per fingere un'immagine, ma diviene immagine esso stesso con tutta la sua esuberanza. Ed è su questo punto, più che sul fatto che 1'artista abbia avviato un discorso di riferimenti più astratti, che Signori i un artista contemporaneo. Cioè sul fatto che tra ispirazione, colore e composizione non c'è una concordanza trovata per maestria esteriore, manuale, ma invece per un impeto d'immediatezza che fonde nella immagine i mezzi creativi discordi.
Ed è chiaro che, malgrado l'apparenza di una certa istantaneità creativa, il dipinto si è maturato anteriormente nell'intelligenza dell'artista. Non si tratta, voglio dire, di una pittura di "gesto", frenetica e sempre un po' occasionale, come se sotto la furia l'artista operi "in trance".
Non è questa la visuale da cui guardare alla pittura di Signori. Ma di scarti per necessità di sintesi, per cui il colore (grasso, carnoso e divenuto nel frattempo più limpido anche se denso di una forza organica, quasi linfa generante), compone strutture che possiamo ben dire plastiche, anche per il chiaro senso architettonico che le determina. Si può fare il nome di Soulages per queste larghe spatolature; e in un certo senso il confronto regge. Ma bisogna avvertire subito come il giovane pittore bergamasco differisca dal maestro francese: in questi l'immagine si libera sopra il filo di un ritmo spaziale a due dimensioni; in quello, più giovane, l'immagine si articola su blocchi, determina volumi. E credo non sia il caso di insistere nel sottolineare come in Signori queste immagini derivino da un riferimento, sia pure traslato, con certe situazioni degli aspetti reali del mondo: vi si possono persino scorgere nature morte e paesaggi, cieli lividi di paesi nordici, luci catramose da lande deserte e vulcaniche. È un pittore che ha molte cose da dire e le sa dire con perentoria franchezza pittorica.

Marco Valsecchi
 

Mostre personali

 

1952-1955-1956 Galleria della Torre

(Bergamo)

1959-1961-1963 Galleria Lorenzelli

(Bergamo e Milano)

1967 Galleria Dancelli

(Parigi - Francia)

1970 Galleria Caldario

(Milano)

1971 Galleria della Torre

(Bergamo)

1973 Galleria F22

(Palazzolo sull'Oglio - Bs)

1977 Galleria Alexia

(Bergarno)

1980 Galleria T. Tasso

(Bergarno)

1982 Staats - Und Universitats Bibliotek

(Hamburg)

1982 Galleria T. Tasso

(Bergarno)

1983 Volksuniversiteit

(Rotterdam - Olanda)

1983 Galleria T. Tasso

(Bergarno)

1984 Galleria Wilkes

(Toronto - Canada)

1985 Columbia University

(New York - U.S.A.)

1985 Galleria Diagramma

(Napoli)

1985 Galleria S. Paolo

(Bologna)

1985 Galleria Tardy

(Enschede)

1986 Galleria Fumagalli

(Bergamo)

1986 Galleria T. Tasso

(Bergamo)

1986 Galleria Trefcentrum

(Rotterdam - Olanda)

1986 Galleria Deshayes

(Nantes - Francia)

1986 Galleria Ponterosso

(Milano)

1987 Galleria Fumagalli

(Bergamo)

1988 Museo d'Arte

(Mendrisio - Svizzera)

1989 Galerie René Madec

(Quimper)

1989 Galerie Jobbé-Duval

(Rennes - Francia)

1991 Galerie du Midì

(Nevers - Francia)

1992 Galerie Hippocampe

(Douarnenez - Francia)

1995 Galleria XX Settembre

(Bergamo)

1995 Galleria "La Massa"

(Lecco)

1996 Studio d'arte Fioretti

(Bergamo)

1996 Oratorio Parrocchiale

(Zandobbio - Bg)

1996 Galleria XX Settembre

(Bergamo)

1997 Galleria Ca' Gromasa

(Albino - Bg)

1997 Studio d'Arte Bertulezzi

(Bergamo)

1998 Biblioteca Rionale Città Alta

(Bergamo)

1999 Novembre Culturale

(Pradalunga - Bg)

2000 Hotel Europa & Regina

(Venezia)

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 Mario Signori
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